Cookie Policy Aspettative VS speranza - Un nuovo punto di vista • Luca Stel

Aspettative VS speranza – un nuovo punto di vista

La dura lotta con le aspettative.

Un nuovo punto di vista

Le aspettative (relazionali) stanno occupando le mie riflessioni.

“I legami sono stati sostituiti dalle “connessioni“. Mentre i legami richiedono impegno, ‘connettere’ e ‘disconnettere’ è un gioco da bambini”

Zygmunt Bauman

Questa è la frase che mi ha ispirato, oltre al mio vivere, questa riflessione e le relazioni ne saranno il centro. Personalmente vedo nella società e cultura contemporanea un rifiuto quasi totale nei confronti delle aspettative. A me piacerebbe offrire un punto di vista alternativo, proviamo a scambiare il concetto di aspettativa con quello di speranza.

 

Cambiare punto di vista, l’importanza del significato

Volevo parlare delle aspettative però ho capito che il mio pensiero era legato unicamente al senso positivo del termine che, però, è quasi del tutto assente nell’interpretazione che ne dà la lingua italiana. Questo mi ha fatto capire che quando si parla di qualcosa in particolare, l’essere chiaro rispetto chi legge e anche con se stessi sul significato dei termini sia una cosa molto importante. Per rispettare questo punto credo sia fondamentale qui, preventivamente, chiarire in modo chiaro e preciso di cosa voglio parlare ed il significato delle parole che utilizzerò.

L’intero scritto inizialmente desiderava parlare delle aspettative nell’ambito delle coppie, in particolare delle aspettative che crei sull’altro. Si definisce aspettativa l’attesa che un’altra persona, comportandosi come previsto, verifichi le nostre supposizioni in merito alle sue azioni o alla sua situazione. Le aspettative, dunque, riguardano solamente una polarità all’interno di una relazione che ne comprende però due. Da una parte ci siamo noi che con le nostre lenti che possiamo rischiare di dipingere la persona secondo i nostri paradigmi; dall’altra parte c’è l’altra persona che, teniamo sempre in considerazione, è un altro rispetto a noi con diverse esperienze pregresse e/o un differente modo di analizzarle.
Come se non fosse sufficiente, a quest’equazione andrà aggiunta poi anche una variabile per tenere in considerazione il contesto esterno, gli imprevisti, le cose che possono non andare come abbiamo deciso.
Dunque, qualsivoglia accezione che si dia al termine, si otterrà un significato prevalentemente negativo e questo si scontrava nettamente con l’idea che sottostava al mio progetto. Io desideravo parlare del lato bello, di quanto potessero essere utili le aspettative se guardate sotto una luce particolare. Il mio pensiero base, per definirne la bellezza e l’utilità, è il fatto per cui esse le assimilo quasi esclusivamente al linguaggio delle emozioni, dei sentimenti.
Resomi conto dell’errore marchiano che stava sin dall’inizio boicottando la mia idea ho deciso di analizzare, prima di tutto, le principali problematiche che comportano le aspettative.

Analisi delle aspettative

Spesso, quando entrano in gioco, richiamano il concetto di giudizio; sottostare all’aspettativa di un altro significa rimettersi al suo giudizio. Qualora il partner non riesca a corrispondere alle nostre aspettative (soggettive) siamo portati a comunicargli espressamente il nostro pensiero, di giudizio negativo, anche attraverso semplici sguardi. 

Un aspetto da considerare certamente è che le aspettative possono ricondurre al vivere il futuro.  Vivere con aspettative equivale al vivere proiettati nel futuro o nell’immediato futuro. Questo non ci permetterà di vivere il presente.
All’interno di una relazione si verrà a creare una situazione asimmetrica nella quale io, che nutro aspettative, sarò in una posizione di vantaggio relativo rispetto a te. Potrò sentirmi giustificato nell’esigere che un dato comportamento venga messo in atto. Sostituirsi all’altro diventa così corretto e giustificabile e ciò può essere decisamente pericoloso.
Solitamente siamo portati a valutare le altre persone, le loro azioni solo attraverso le nostre lenti personali; vediamo le cose solo dal nostro punto di vista e non facciamo lo sforzo di ribaltare il discorso.

Detto questo. Per quale motivo ho potuto vedere le aspettative sotto una luce positiva? Queste problematiche come il non vivere il presente, l’essere proiettati totalmente nel futuro mi sembrano palesi e allora come ho fatto a non tenerle in considerazione prima? 
Semplice. Non avevo ben chiaro il significato che recava con sé la parola aspettativa. Quando ne parlavo io mi riferivo in continuazione alle speranze che naturalmente, all’interno di una relazione, amorosa in particolar modo, sono portato a farmi. Quando parlavo di aspettative non parlavo esattamente di aspettative in senso lato. Mi riferivo alle speranze che ero solito riversare sulla relazione.
Queste speranze non contengono al loro interno il giudizio perché, per loro stessa struttura, possono essere facilmente, e senza conseguenze particolari, disattese. 

Le speranze, perché sembrano migliori

Oltre alla mancanza del giudizio, dalla loro stessa natura alla speranza corrisponde una situazione ipotetica ove io che faccio una supposizione su una tua possibile risposta ad un evento, sono preparato al possibile non verificarsi di tale ipotesi. Questo avviene perché pensandola io non mi sostituisco in alcun modo a te, lascio intatta la tua possibilità di dissentire rispetto a me e di comportarti come preferisci.

Questo non immedesimarsi nell’altro ma solo sperare che una situazione possa verificarsi, elimina in toto anche il rischio che si corre aspettandosi , secondo l’accezione classica del termine, qualcosa. Viene a mancare la necessità di sostituirsi agli altri stando attenti a non usare le nostre lenti per leggere la loro realtà.

Sperare e non aspettarsi nulla in particolare poi non riguarda più, a mio avviso, la problematica del vivere il futuro e non vivere il presente. Questo, rende tranquillamente possibile il vivere appieno e il vivere il presente in particolare senza concentrarsi sui possibili futuri perché si è consci che su di essi non si ha alcun potere.
Mi piace vedere la speranza come una tinta che colora il presente, è una tinta frutto di un pensiero futuro certo, però non rende a mio avviso assolutamente impraticabile il desiderio di vivere il presente. Le aspettative poi tendono ad essere trasformate in necessità. Con le speranze non vedo questa possibilità.

A conclusione posso affermare che la speranza supera l’aspettativa per quanto riguarda i lati positivi che mostra alla sua analisi. A differenza di questa permette il vivere il presente e non comprende il concetto di giudizio rivolto all’esterno.

Se vi nascono altre riflessioni o non siete in accordo con quelle proposte, vi prego di condividerle. Dal confronto non possono che nascere belle cose.

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