Essere profondo, ma anche cazzone. Secondo me si può!

Essere profondo ma anche leggero, è possibile?

Questa è una domanda che ultimamente sento decisamente attuale. Mi chiedo, ma anche ti chiedo, si può esser troppo profondo ma contemporaneamente essere anche leggero? Tu cosa ne pensi?

Oltre a chiedermi se si possa essere “troppo”, mi rendo conto anche che per me è possibile, che il continuare a farmi domande “seriose” non mi impedisca di essere al contempo un persona gioviale, tranquilla e rilassata.

Sai com’è possibile lo sia nonostante questa mia abitudine? Per me è una cosa quasi normale, mi sono interrogato, ho smosso molti blocchi che avevo dentro volevo arrivare alla mia totale risoluzione per poi capire che semplicemente, non è possibile. E va bene così! E va bene così, anche se tu invece non vuoi farlo, non vuoi abbandonarti all’introspezione che ti propongo.

Imparare che “va bene così”, non dirlo solo perché è bello dirlo, credo sia uno dei più bei traguardi che io sia stato in grado di raggiungere. La sai una cosa? Mi piacerebbe far partecipare chiunque di questa consapevolezza, in questo senso credo di essere una persona portata all’aiuto per gli altri, anche se non mi risuona mai tanto l’idea del “mettermi al servizio”. Quest’idea mi fa venire in mente l’idea di poter essere pronto all’aiuto in generale, ma così non è.

Io non aiuto tutti così, giusto per aiutare. Io cerco di aiutare solo chi me lo chiede e per farlo nel mio vivere cerco di essere una persona ricca di esperienze vissute, capace di poter essere specchio di una vasta quantità di soggetti.

La paura, tu sai qual è la tua? Scappi davanti ad essa?

Questa è una delle classiche domande che tendo a portare a galla. Questa è una domanda scomoda che mi rende una persona per nulla facile, che quasi invogli il “non essere seguito”, me ne rendo conto. Ma io sono capace anche di non fermarmi a quella. Io faccio la domanda, ti porto a riflettere su quei temi ma se non lo fai, se non te la senti, non c’è problema!

Ne sono consapevole, questo modus operandi mi mette parecchio in difficoltà nelle relazioni perché spesso la gente non è abituata al fatto che a me non interessi se il mio spunto viene o no raccolto. Essenzialmente io sono così, te lo faccio vedere e mi offro di accompagnarti. Se però non desideri affrontare quel percorso, non cambia nulla! Ci possiamo bere una birra assieme e parlare anche di “donne e barche veloci”. Io non ti porto quella domanda perché ne desidero una risposta, io ti metto la pulce all’orecchio, ti regalo una possibilità di introspezione. Se ne hai voglia proviamo a vedere dove possiamo finire, altrimenti va bene comunque già così com’è. Il mio è un’agire sempre disinteressato.

Tendenzialmente so essere anche una persona gioviale, aperta allo scherzo ed alle battute. Credo di poter essere molto spesso un, come amo definirmi, un cazzone. Un cazzone che però mantiene sempre vigile la sua attenzione anche se non la focalizza.

Una persona qualche giorno fa mi ha definito “serafico”. Una definizione che trovo stupenda, soprattutto ora che ho individuato online il suo significato figurato:
Atteggiato a serena imperturbabilità, o a gioviale e ridente tranquillità”. Vorrei sempre essere così, dare sempre quell’impressione anche se confrontarsi con temi pregni, come quello della paura, è una costante per me.

La mia mano pò essè piuma o fero

Ho scelto di inserire qui questo video perché, riflettendo su questi temi, ho pensato che non solo “La mia mano pò essè piuma o fero” ma anche io stesso posso essere allo stesso modo. Dispongo di una capacità camaleontica che mi permette di stare bene in molti contesti. Non in tutti perché ho imparato che, se mi voglio bene veramente, alcuni contesti posso tranquillamente abbandonarli.

La domanda di partenza è stata, ma si può essere profondo rimandendo leggeri? Credo che parte della risposta vada considerato alla luce di questa possibile formulazione: Si puoi essere profondo, “ma anche no”?

Credo che il “ma anche no” sia forse la lezione più importante che mi ha insegnato Mario Franche, quando ho fatto la scuola di counseling “Il mutamento“. Dire ma anche no apre al confronto su ciò che diciamo, rappresenta il comprendere che quella cosa ci appare in quel modo “solo” perché la nostra situazione interiore è quella.

Dire “ma anche no” può significare anche comprendere che “la mappa non è il terriotrio“. Secondo me può rappresentare l’essere profondo mantenendosi al contempo leggero.

Io ti dò lo spunto, poi sono fatti tuoi se vuoi approfondirlo

Quindi, “posso essere profondo restamdo al contempo leggero?” Si può essere “troppo” profondo? Tu conosci la tua paura più grande? Cerchi di evitarla o l’affronti? Io, cerco di mentirmi mostrandomi per ciò che non sono?

Queste domande credo mostrino il livello di profondità che posso raggiungere però, contemporaneamente, non ti dò indicazioni sul tenore della tua risposta e neanche sulla mia, che comunque resterà sempre privata e personale. Ognuno veste le sue proprie lenti. Io posso essè piuma come posso essè fero, io ti lancio una corda, se poi vuoi scendere in te a cercare le risposste, puoi farlo solo tu. Io non obbligo nessuno!

Postilla: Aggiungo anche che credo che ogni risposta che tu troverai sarà vera, ma solo in quel momento. Il cambiamento è parte della vita, quando lo abbracciamo riusciremo a non confrontarci più con risposte monolitiche e statiche.

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