Cookie Policy La relazione, quella vera. Cose da poco, invece rilevanti • Luca Stel

La relazione, quella vera. Cose da poco, invece rilevanti

La relazione, quella vera. Ultimamente sono stato particolarmente scottato.
Parto sempre dal presupposto che il mio vissuto, le mie riflessioni su esso, possano essere d’aiuto per l’altro, siano capaci di dare delle nuove lenti attraverso con cui guardare la propria realtà; desidero offrire dei punti di vista, personali, che possano essere universalizzati per quanto riguarda le relazioni, quelle vere; in particolare. 


Il casus belli – Com’è nata questa relazione

Mi riferisco ad una relazione nata quasi per caso, non so neanche perché sia nata parlando sinceramente. Riguarda qualcosa che sembrava stesse per sbocciare poi si è conclusa in un nulla di fatto e mi ha fatto esperire ed osservare tutti i miei nodi scoperti e dolorosi.
Inizialmente da parte mia c’è stato il solito “provarci”; lo faccio praticamente sempre, lo faccio perché è un modo di relazionarmi con l’esterno al quale sono portato ed è anche un difendermi perché mi pone sempre in una posizione di superiorità. Capito questo, io ci provo anche se non è detto voglia godermi i frutti delle mie fatiche.

Dicevo, c’ho provato così, scioccamente. Lei è sembrata accorgersene e non sentirne il fastidio. Ricordo infatti la sua domanda:
“Ci stai provando con me?”
e anche la mia risposta “Si, ti infastidisce?”.
La sua risposta è mancata e da lì abbiamo proseguito a sentirci ed anzi, abbiamo approfondito il legame.

In realtà già allora, osservando ora le cose, avrei potuto notare le dissonanze che poi hanno portato all’epilogo, per me infelice, della situazione però sentivo forte, troppo forte (forse) la spinta dei sentimenti.

Ricordo con gioia quel periodo, in ogni caso;  più di qualche volta mi sono sentito come un quindicenne alle prese con la sua prima cotta e la cosa più bella è che non mi sentivo solo; eravamo in due a remare verso la stessa direzione. Sembrava andare tutto al meglio ma poi… ci siamo visti. 

Quello, a conti fatti è stato il punto di non ritorno nonostante almeno per me sia stata un’esperienza bellissima ed è un ricordo indimenticabile.

     

    L’incontro, la parvenza e la mia cecità – lo sviluppo della relazione

    Sono stato benissimo, lei ha avuto la capacità di farmi sentire come da tempo non mi sentivo. Con lei finalmente mi sono sentito leggero, mi sono sentito libero di essere pienamente me stesso. Forse quello è stato l’errore.
    Attualmente credo di vivere nell’egocentrismo più sfrenato perché è da tempo che non ho un’altra persona della quale curarmi perciò, per me,
    sono io l’unica entità della quale occuparsi e questo può essere stato il problema fondamentale.
    Inizialmente la situazione mi è sembrata tranquilla, normale; lei si era fatta sfuggire qualcosa però io non c’ho dato alcun peso, stoltamente ero troppo sicuro di me stesso. Ci siamo separati, lei ha iniziato ad accampare delle scuse, ha iniziato a prendere le distanze da me. Io non capivo.
    Ero sicuro che le motivazioni che mi dava non potessero essere autentiche al 100%. Sentivo la presenza, per me ingombrante, di un non detto, come una pillola cattiva che era stata indorata. Velocemente e con poca convinzione.

    Dopo aver decisamente insistito, passando da quello pesante e che non si cura dei problemi dell’altro, ho trovato finalmente la verità. Ricordo, questo mi ha fatto male, di essermi preso dell’ “egoista” e del “davvero poco rispettoso dei desideri e delle decisioni altrui”. Questo mi ha fatto molto male, non mi rivedo per nulla in quelle definizioni però lo ammetto. In quel frangente in parte lo sono stato. Potevo scegliere. Potevo fare la persona che non sono esagerando il mio lato egoistico oppure potevo fare la persona accomodante. Sapevo di fare e passare per egoista unicamente per ottenere le risposte che necessitavo per proseguire. Per girare pagina.
    Non sono capace di lasciar andare, di lasciar finire le cose nel silenzio e nel non detto. Parlando con sincerità, tra l’altro, non vorrei nemmeno imparare ad esserlo. Diventarlo significherebbe secondo me avvicinarmi in tutto alle persone che non stimo, a quelle che si disinteressano del contorno e proseguono diritti per la loro stradaNo matter what.

    La verità – l’epilogo di questa relazione

    La verità che ho ottenuto era quella che volevo, io non riesco ad accettare le pillole indorate e sono riuscito a prendermi un “tram in faccia” come forse inconsapevolmente desideravo:
    Ci sono stati aspetti del tuo carattere che non mi sono piaciuti e mi hanno fatto capire che la realtà era  diversa da quello che poteva sembrare un rapporto sulla carta
    Rileggere ora queste parole non mi ha fatto male come avrei creduto. Ho vissuto nell’idea di aver sbagliato “qualcosa” ma invece, e con gran fatica, penso non sia così. Non ci sono stati dei comportamenti che non sono piaciuti, sono stati dei lati del mio carattere a non piacerle. Con lei non ho scusanti, con lei sono stato me, genuinamente me. Non posso correggermi, non c’è alcun latte versato sul quale piangere.

    Sarà il mio ego ferito che parla però ora mi sento libero anche di considerarla a tutto tondo, sotto altri aspetti e con la ferma consapevolezza di non voler più abbandonarmi solo al mio sentire. Al mio sentire fortemente influenzato dalle emozioni e dai sentimenti..

    Ho notato, sto notando, che anche in lei c’erano degli aspetti che sembravano scontrarsi con la mia essenza. Il mio non è certamente un giudizio, non la sto guardando dall’alto della mia perfezione. Semplicemente credo che siamo diversi e riconosco anche il mio precedente sforzo di farmela andare bene. A volte, quando vedevo in lei lati che non mi sposavano, semplicemente decidevo di chiudere gli occhi. Lo facevo prima di riflettere sul fatto che farlo equivaleva all’abbandonarmi.
    Nonostante questa, che può sembrare solo un vuota recriminazione su di lei, su ciò che poteva essere ma non è stato voglio parlare di qual è il sentimento che mi ispira. Quando la penso provo, sento con maggior forza, la stima

    Una relazione o amore dell’amore?

    Mi nasce spontanea un’ultima considerazione, figlia di tutto ciò che ho appena scritto. Sono innamorato dell’amore? Per quello vivo così intensamente quello che accade? Desidero una relazione o preferisco una connessione?  
    In realtà, penso di desiderare una relazione però ora sono capace di vedere anche un’altra cosa. L’errore fondamentale in questo caso, è stata la mancanza di chiarezza. Lo ammetto, io non ho neanche mai considerato l’eventualità potessi essere io il problema nemmeno una volta e avevo anche smesso di considerare questa come una conoscenza puramente sessuale.
    Quello è stato il mio errore. Ho sbagliato perché ho frainteso lo status quo, ho letto delle richieste, delle necessità dove non c’erano e mi sono creato delle aspettative che hanno sostituito le naturali speranze. Ora che ne sono più o meno uscito, sono tranquillo, o almeno mi sforzo di esserlo. Quasi certamente da questo vissuto trarrò un insegnamento e, anche se ad ora non mi è molto chiaro, lo diverrà poi.
    Nonostante tutto queste sono esperienze, relazioni che, a fronte di sofferenze indicibili, mi faranno crescere, o almeno lo spero. Ci tengo a dire che non approvo, per nulla, il suo comportamento. Trovo che alcune delle sue scelte possano aver rovinato una cosa che poteva essere bellissima. Non solo sua è la colpa però. Queste cose si fanno in due quindi è sicuramente stata anche opera mia.

    In fin dei conti però, nonostante tutto ciò che questa relazione ha comportato, non posso che continuare a leggerla, ad entrare in contatto (non fisico) con lei e a stupirmi. Quella è la caratteristica che più di tutte apprezzo in lei. Sarà perché a suo confronto io sono solo un pischello di campagna però lei lo fa con naturalezza. Spesso mi stupisce completamente, mi lascia attonito ed io lo adoro.

     

    Dopo aver raccontato la mia esperienza ti chiedo di provare a considerare il tuo vivere personale. Ti siete mai trovato a vivere una cosa che possa, per certi versi, essere ricondotta a quanto ho raccontato? Desideri condividere qui la cosa?

     

    1 commento

    1. Lia

      Io vivo in amore con la vita e vivo ogni sfumatura e tonalità di esso nelle relazioni che mi attraversano e a volte mi travolgono. Confesso che da quando ho avuto dei figli, quelle sfumature mi appaiono inossidabili e brillanti nel tempo.
      Tuttava l’attrazione per l’altro ci spinge ad attraversare confini che altrimenti nemmeno vedremmo.
      La chiarezza potrebbe davvero addolcirne il percorso, pare però che nessuno riesca a rimanere immune da questo sentimento.
      l’amore è sensazione allo stato puro e anche se ci brucia o ci lascia sospesi o ancora non ricambiati con la stessa intensità ci trasforma. io adoro tutto ciò che ci tocca, ci rivela e ci trasforma.
      chiudere una relazione è per me maledettamente difficili, ma non impossibile. grazie

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