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Luca Stel – original thinker

Le mie peculiarità – original thinker

Essere un original thinker significa essere curiosi, essere poliedrici, essere riflessivi, aperti al confronto e vogliosi di regalare aiuto, se possibile, agli altri.

Quali gli strumenti che mi caratterizzano:

– Assenza di giudizio

– Empatia col prossimo

– Ascolto attivo alla base della relazione

– Fiducia estrema nelle forze auto lenitive dell’altro

– Curiosità rispetto ai meccanismi della vita

– Assenza di “timori reverenziali” di sorta

 

La mia storia

Buongiorno a tutti. Io sono Luca Stel, al momento della scrittura sono un trentatreenne che però non si considera uno tra i tanti, mi considero un original thinker.

Nasco come uno tra tanti, ma già all’inizio vado un po’ contro la corrente comune e mi laureo in una materia solitamente poco considerata come la filosofia. Prima ancora dell’effettiva cerimonia di laurea inizio a lavorare in cucina, come cuoco. In quel caso i riconoscimenti per il mio operato non si fanno attendere e in 2 anni raggiungo il livello di apprendista in una cucina 2 stelle Michelin. Il punto forte della storia, secondo me, è che non avendo partecipato ad alcun corso sull’argomento sono riuscito a crescere parecchio. Ho dovuto imparare tutto sul campo, facendolo.

A questo punto siamo arrivati al momento più personale e singolare della mia vita. A solo qualche giorno dal termine dell’esperienza udinese, in un 2 stelle e dalla partenza verso Bergamo in un 3 stelle, eccolo: l’incidente.

Una pioggia tremenda, il cordolo della pista ciclabile (credo, non ricordo bene), la macchina che perde il controllo, sbanda poi SBAM. Un platano poi, il buio.

Tre mesi di coma, l’incertezza sul risveglio (meno del 10% di chi ha vissuto un trauma simile al mio si risveglia). Poi ci sono riuscito, ce l’ho fatta o semplicemente neanche la morte ha saputo trattenermi.

Mi sono risvegliato, ero intubato, non potevo parlare, non sapevo camminare, non erano nemmeno sicuri sapessi deglutire in autonomia. La mia vita si era completamente modificata; da un insieme di attività, conoscenze e speranze in evoluzione si era trasformata in una tabula rasa.

In quel momento ho anche deciso: Non posso vivere i prossimi anni rannicchiato in un angolo a piangermi addosso; devo darmi da fare. Questo è stato il mantra che mi ha guidato negli ultimi anni.

Il mio sogno iniziale era quello di avere e gestire un locale. A me sarebbe piaciuto non avere compiti precisi legati alla sala o alla cucina, a me sarebbe interessato essere la figura di riferimento per il cliente. La persona incaricata di curare i conti e, oltre a questo, essere la persona con sempre pronta la parola giusta. La parola giusta per il cliente. In realtà era questo che mi interessava. Parlare e, nel caso, ascoltare il cliente. Il ristorante, la cucina, erano solo un contorno. Bellissimo, per l’amor di dio ma pur sempre solo un contorno. 

Quando ho realizzato questa cosa è d’improvviso cambiato anche il mio obiettivo nobile, il mio obiettivo di vita. Non più una carriera nei ristoranti bensì una carriera vissuta in mezzo alle persone e votata a fornire loro l’ascolto e l’aiuto necessario, quando possibile.

In quel momento ho fatto il primo passo che mi porterà verso la formazione del mio cammino: ho iniziato con la scuola di counseling Il mutamento, a Udine. Quando scadranno i 3 anni di corso ho al momento molti progetti in piedi: un bachelor in psicologia transpersonale, dei corsi relativi al coaching, all’ipnosi, alla sessuologia. Ancora non so cosa e se compirò questi passi. Non nutro aspettative, ho solo speranze.

Il leitmotiv della mia vita attuale e che tengo sempre presente sono 4 parole: #avoltenellavita.

Siccome non sto mai fermo ho deciso di anticipare un po’ i tempi. Ancora non posso fregiarmi di alcun titolo, non posso/voglio in alcun modo avere un fine puramente commerciale, sono “solo” un original thinker alla scoperta del mondo attorno. Ho deciso di aprire questo sito e di creare in esso questo spazio chiamato #avoltenellavita e original thinker’s con l’obiettivo di costruire un’area sicura dove il giudizio non entrasse e dove la condivisione fosse all’ordine del giorno. Questo spazio sarà gestito da me in collaborazione però anche con altre persone; credo che dal lavoro congiunto possano nascere le cose più belle.

Chi reputasse di avere cose da condividere qui mi può tranquillamente contattare alla mail avoltenellavita@gmail.com

 

Ambizioni future – original thinker to be

Personalmente ho lavorato alla ricerca del mio perché di vita. Il risultato finale è stata questa frase: “Sono un facilitatore perché mi piace aiutare la gente a mettere al mondo ciò che ha dentro“. Credo questa frase mi rappresenti moltissimo.

Il mio obiettivo è quello di aiutare il prossimo, indipendentemente dall’inquadramento lavorativo. Vorrei essere lo specchio nel quale riflettere gli altri per dargli la possibilità di rivedersi. 

La mia storia, il mio vissuto sono ciò che mi connota. Morire poi rinascere. Un’esperienza tragica, potrebbe tranquillamente distruggere la consapevolezza di chiunque. La forza che ho trovato in questo percorso è quanto vorrei trasmettere attraverso la condivisione che ricerco. Da me non si avranno mai dei consigli, sarà sempre l’individuo a formulare per sé la miglior risposta possibile; ognuno ha sempre dentro sé la risposta, semplicemente, alle volte, la sua lettura può essere complicata.

Perché fare counseling? 

Ogni tanto le parole dette da altri possono dare nomi a sensazioni e pensieri che noi non riusciamo a definire; parlarne, cercare un aiuto può essere salvifico.

Qual è l’aspetto positivo nel counseling? Secondo me il rapporto paritario tra cliente e counselor. Facendo counseling ti rapporterai con una persona che si porrà in una posizione alla pari rispetto a te; ci sarà sempre un rapporto paritetico tra le due parti coinvolte.
Facendo
counseling puoi godere di un ascolto attivo, vero, sentito. Puoi trovare un compagno di strada che ti affianchi sino alla tua rinascita, non una figura che si pone sopra alla tua. Il counseling vive di un rapporto paritetico. Nel tuo compagno potrai trovare sostegno. Prendere una decisione importante per la nostra vita può tranquillamente essere equiparato al trauma da cui sono uscito già una volta. L’ho dimostrato, il lavoro non mi spaventa pertanto spero di poter essere considerato una persona meritevole della condivisione che ricerco.

Come essere felici, come vivere felici, saper vivere le emozioni che tanto spesso ci fanno vacillare. Ognuno ha dentro sé una forza di autoguarigione, a volte però questa ha bisogno di essere sollecitata da una “voce esterna”.

A volte può essere utile un sostegno che fortifichi il nostro agire e che dia decisione autentica, vera alle azioni.

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  1. Hello it's me • Luca Stel - […] stata invitata a portare un contributo su questa piattaforma dal mio caro amico Luca, ed ho accettato, infatti sono…

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