Cookie Policy Noi abbiamo tutto, se ci pensate. Don’t look up • Luca Stel

Noi abbiamo tutto, se ci pensate.

Don’t look up

Una grande verità, pensaci: Noi abbiamo tutto, veramente.

 

A mo’ di festeggiamento per il nuovo anno iniziato da poco, a proposito, faccio i miei migliori auguri, ho guardato un film che molto sta facendo parlare in questo periodo: Don’t look up con Leonardo Di Caprio.
Tralasciando che mi ha fatto molto sorridere e divertire il ritratto della nostra società, in particolare quella americana, proposta da Adam Mckay. Nel suo lavoro in particolare è stato sottolineato un fatto molto plausibile secondo me: preferiremo la leggerezza alla salvezza.
Il film disegna e mostra una critica aspra e cinica alla visione distorta della realtà derivante dalla superficialità con la quale viene affrontata l’informazione, sempre più incline al mascheramento della verità, e dall’illusorio controllo che ci vantiamo di avere su fenomeni incontrollabili e dalla presunzione che essa genera.

C’è poi una frase che potrebbe anche essere sfuggita ai più, questa frase mi ha fatto molto riflettere perché è la verità. Alcune delle ultime parole che Di Caprio recita nel film dicono “Noi abbiamo tutto, se ci pensate”. Queste parole mi hanno fatto molto riflettere. Un’amica mi ha detto una volta: “Oggi arrivi tu, mi cambi la prospettiva e wow, si aprono nuove possibilità!”. Questo per sottolineare la forza che possono avere per noi le persone diverse da “noi”, come ho già detto nel mio sito: “Le parole dette da altri possono dare nomi a sensazioni e pensieri che noi non riusciamo a definire”, secondo me in questa frase c’è molta verità, non trovi?

Credo che “Noi abbiamo tutto” sia una frase che noi ci siamo detti, o abbiamo sentito dire, più volte però mai non ci siamo soffermati a riflettere su cosa significasse veramente per noi. In questo senso la frase che uso come sottotitolo “Una grande verità, pensaci: Noi abbiamo tutto, veramente.” un mio compagno di viaggio mi ha permesso di guardare l’intero mio lavoro, e la frase, sotto una luce diversa dalla mia. Quando ha letto l’articolo mi ha detto: “Secondo me arriva, è che la nostra mente è fatta strana. La quotidianità e la routine tendono a farci ridurre il valore delle cose. È da fare un lavoro attivo per mantenere il giusto valore alle “cose”
Rivedo in questa frase un classico esempio di: “Le parole dette da altri possono dare nomi a sensazioni e pensieri che noi non riusciamo a definire”. Grazie Marco Zambotti.

2 Commenti

  1. Lia Govi

    Caro Luca
    Sí può avere tutto, se siamo in continua trasformazione, in una società incoerente e divisionista, disabituata al merito e alla condivisione collaborativa?
    Non so
    La realtà e le relazioni ci influenzano.
    Tuttavia possiamo avere un assoluto potere su come crearci uno stato emotivo su misura.
    Grazie

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  2. Luca Stel

    Ciao Lia, a mio avviso la nostra società e cultura, l’individualismo sfrenato imperante, difficilmente ci spingono in direzione di una condivisione creativa. Dal mio canto però, credendoci fortemente, ho fatto caso che diverse persone rispondono positivamente a questo campanello perciò proseguo il mio cammino. Vorrei essere l’esempio che dimostri l’effettiva possibilità di una condivisione collettiva costruttiva.

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