Cookie Policy Sulla visione dualistica della realtà • Luca Stel

Sulla visione dualistica della realtà

Dio lavora seguendo la dualità?

Ma, una realtà dualistica, ci limita?

Da qualche tempo mi interrogo attorno alla necessità di un dualismo sottostante alla realtà. La mentalità umana, e con essa ovviamente anche la mia, mi appare talmente limitata da non essere in grado di conoscere le cose senza esperirle prima attraverso un confronto col loro contrario, senza un’esperienza dualistica che ci permetta di considerare i due termini dell’equazione.
La mia domanda centrale riferita a questa riflessione è: siamo davvero sicuri di non avere una modalità non dualistica, per ragionare sull’intera realtà?
Come può lo stesso Dio che, per sua stessa definizione, è oltre all’uomo non disporre di una modalità migliore di quella della mera esperienza fisica?
Mi chiedo: “E se Dio (o chi per lui) disponesse di una modalità completamente diversa dalla nostra per considerare la realtà? Se vedesse il nostro necessario ricorso anche all’esperienza come una modalità di esperire di serie B”.

 

Neale Donald Walsch dice: “Dio sapeva che, perché esista l’amore … doveva esistere anche il suo esatto opposto”. Ma siamo sicuri che un Dio, una cosa che è tutto e anche oltre al tutto, per sua stessa definizione, può essere così limitato da fermare la sua conoscenza alla semplice esperienza degli opposti?
Faccio ora una proposta ardita. Non hai mai pensato che, parlando di amore e paura esista una sola tra queste emozioni oppure che entrambe possano essere diverse espressioni della stessa singola emozione?
Credo che questi interrogativi siano vicini all’insolvibiltà per un semplice essere umano o semplicemente io sono meno di quanto credo e non sono capace di entrare talmente dentro l’argomento per ottenere una risposta sorretta da un ragionamento condivisibile.

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