Su Luca Stel
Chi sono
Mi chiamo Luca Stel. Sono nato a Udine nel 1988. La mia storia comincia come tante altre, con sogni semplici e orizzonti aperti. Per un breve tempo ho assaporato le cucine dell’alta ristorazione, il ritmo febbrile del “servizio”, il profumo delle padelle roventi e l’adrenalina del piatto perfetto. Ma non ci sono rimasto abbastanza a lungo da farmi inglobare. A interrompere tutto è arrivato un incidente: violento, improvviso, totale. Il coma, il risveglio, la frattura.
Da lì ho cominciato a vivere un’altra vita. A modo mio.
Non è stato un “nuovo inizio” patinato, di quelli che si raccontano per motivare qualcuno. È stato un disorientamento radicale, che ha chiesto anni, notti e smarrimenti. Ho ricostruito me stesso come si costruisce una casa quando la terra sotto ha tremato. E mentre costruivo, ho cominciato a studiare, ad ascoltare, ad aprirmi al mistero del cambiamento.
Oggi sono counselor, coach, futuro ipnologo, sono tante cose ma so non esserne nessuna. Più di tutto, sono un essere umano che ha conosciuto la caduta, la vergogna, la voglia di sparire… e che ha imparato ad attraversarle.
I Tarocchi sono diventati una mia lingua segreta e insieme condivisibile per dialogare con le forze invisibili che ci abitano. Mi interessano le domande più delle risposte. Mi interessa il modo in cui una vita può fiorire proprio dove sembrava finita.
Dove sono oggi
Sto dando forma a un percorso che chiamo “Il Sentiero del Sé: dall’incoscienza alla consapevolezza”. Non è un metodo perfetto. Non è una promessa. È un cammino per attraversare le zone d’ombra senza volerle illuminare subito. Un modo per imparare a stare in compagnia di sé, un percorso che si snoda attraverso ciò che ho studiato, ciò che ho attraversato: viene spinto dagli archetipi dei tarocchi, si rilassa avvolto da una coperta di PNL, viene sfidato al gioco dall’intervento della trance e delle visualizzazioni, e si fa forza delle trame strutturali dell’ascolto attivo e dell’assenza di giudizio.
Perché proprio la consapevolezza?
Perché, come scriveva Jung, “ciò che non viene portato alla coscienza, torna sotto forma di destino”.
Perché Carl Rogers ci ricordava che “l’uomo che conosce se stesso è meno facilmente manipolabile”.
E perché, come sottolinea Gabor Maté, “la guarigione inizia quando smettiamo di mentire a noi stessi”.
La consapevolezza è la soglia. Quella sottile linea tra chi crediamo di essere e chi possiamo finalmente diventare. È ciò che ci permette di riscrivere le storie che ci raccontiamo da una vita. Di scegliere, invece che ripetere. Di tornare liberi — non di fare tutto, ma di essere pienamente noi stessi.
Il Sentiero sarà presto un percorso strutturato. Un’esperienza concreta, da vivere uno a uno. Ma fino a quando non mi sentirò davvero pronto, non avrò “prodotti” da vendere. Solo una proposta umana.
E tu, dove sei?
Se ti va, possiamo iniziare con un incontro semplice.
Non sarà una seduta da psicologo, anche se potrebbe farci bene come se lo fosse.
Non ti chiederò niente, nemmeno un pagamento.
O meglio: se vorrai lasciarmi qualcosa, sarà un’offerta libera.
Perché io stesso guadagnerò qualcosa di grande.
Ogni volta che qualcuno si avvicina a sé, io imparo a farlo un po’ di più anch’io.
Non ti prometto miracoli. Ma se ci incontriamo con sincerità, forse possiamo entrambi portare un po’ di luce dove abbiamo fatto finta di non guardare.
Se vuoi parlarne, scrivimi. Raccontami perché hai deciso di farlo. Ti risponderò con più cuore.
Telefono: +39 349 610 0137
(quando mi scrivi, per favore dimmi il motivo — ti leggerò con cura e attenzione)
A presto,
Luca
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